Cantautore e musicista

Autore: roccorosignoli Page 1 of 2

Detto X Inciso: online il secondo episodio

Il canto gregoriano riemerge in un brano del grande cantautore belga francofono Jacques Brel, un padre nobile della canzone d’autore. Lo vediamo insieme in questa puntata di Detto Per Inciso!

Potete trovare il podcast su tutte le principali piattaforme di ascolto. Metterò sempre informazioni e materiali di approfondimento sul sito che ho costruito apposta per il podcast, www.dettoperinciso.it!

Il mio podcast “Detto Per Inciso” ha debuttato!

Detto X Inciso è un Podcast che parla di musica. Analizza le canzoni parlando non tanto dei loro autori, non tanto del loro testo, quanto del linguaggio musicale che le caratterizza!

Potete trovare il podcast su tutte le principali piattaforme di ascolto. Metterò sempre informazioni e materiali di approfondimento sul sito che ho costruito apposta per il podcast, www.dettoperinciso.it!

Fatemi sapere se vi piace 🙂

Novità 2024: il podcast “Detto X Inciso”!

È iniziato il 2024, e con il suo arrivo diamo anche l’annuncio! Dal 16 gennaio ogni 15 giorni il podcast @dettoperinciso pensato e fatto dal cantautore @roccorosignoli vi potrà fare compagnia raccontandovi i meccanismi musicali con cui funzionano le canzoni! Una canzone per puntata, una piccola escursione nella teoria musicale, per capire in che modo i nostri artisti preferiti usano la musica per emozionarci!

Altre info su www.dettoperinciso.it

Instagram: https://www.instagram.com/dettoperinciso

Facebook: Detto X Inciso

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Nuovo Clip per la canzone “Carola”, dedicato alla memoria di Shane McGowan

Una Carola natalizia nata un anno fa, triste come devono esserlo tutte le canzoni di Natale. Avevo quasi finito di montare il video, quando è venuto a mancare Shane McGowan, grande cantante e scrittore di canzoni irlandese, frontman dei Pogues, autore tra le altre cose del capolavoro “Fairytale of New York”, la canzone di Natale più disperata e più bella di sempre. E allora ho deciso che questo video doveva essere dedicato alla sua memoria.

Il fantasma di Tom Joad (Bruce Springsteen Cover)

IL FANTASMA DI TOM JOAD

.

Cammina sui binari della ferrovia,

è un viaggio sola andata verso l’agonia,

le sirene blu nel buio fan le loro ronde,

lui scalda la sua cena al fuoco, sotto il ponte.

Di là dalla trincea la notte resta uguale,

sorridi al nuovo ordine mondiale.

Chi dorme in una macchina è già fortunato,

non c’è casa né lavoro all’ombra del mercato.

.

Chi prende l’autostrada e va

sa già dove lo porterà.

Stanotte resto accanto al fuoco e aspetterò

di scorgere il fantasma di Tom Joad.

.

Lui tira fuori un libro dal suo sacco a pelo,

intona una preghiera in terra come in cielo,

gli ultimi saranno i primi, così e scritto,

per ora dormon sui gradini di un negozio sfitto.

È un viaggio sola andata per la terra santa,

sotto la pioggia fredda che ti lava e schianta,

con la pistola in pugno e con un buco nella pancia,

con un cuscino in marmo per poggiar la guancia.

.

E prende l’autostrada e va,

nessuno si nasconde quel che ognuno sa.

Stanotte resto accanto al fuoco e aspetterò

che arrivi qui il fantasma di Tom Joad.

.

E dice: mamma,

dovunque sulle teste s’alza un manganello,

dovunque levi un bimbo il pianto di un agnello,

dovunque c’è chi lotta e non ha vinto mai,

cercami tra loro e lì mi troverai.

Là dove c’è chi lotta per un posto dove stare,

per una paga giusta per poter campare,

dove un oppresso lotta per la libertà,

guarda nei suoi occhi, mi troverai là.

.

Chi prende l’autostrada e va

sa già dove lo porterà.

Stanotte resto accanto al fuoco e veglierò

parlando col fantasma di Tom Joad.

Il mio saggio su Guccini è disponibile!

È uscito per le Edizioni Il Foglio il mio nuovo saggio E l’eco si è smorzato appena. Ascoltare Francesco Guccini. Il lavoro, una riflessione critica sulle canzoni di Guccini, è arricchito dalle interviste fatte a Flaco Biondini, Gian Piero Alloisio e Beppe Dati, tutti in tempi diversi coautori insieme a Guccini, e impreziosito ulteriormente da una prefazione di Alessio Lega e da una postfazione di Francesco Brusco.

Per averne una copia potete fare diverse cose:

  1. Scrivete/telefonate a me (meglio whatsapp)
  2. Compratelo sugli store
  3. OPZIONE TOP – venitelo a comprare a una delle serate di presentazione, o comunque a un mio concerto (le date di presentazione già stabilite saranno 19, 21 e 22 luglio, ma presto ne arriveranno altre!)

Novità di primavera: un mio saggio inaugura una nuova collana per le Edizioni Il Foglio

Chi mi segue sa che da agosto dello scorso anno ho lavorato a un saggio su Francesco Guccini per Il Foglio Letterario Edizioni. Un saggio che vuole trattare Guccini non come un poeta che canta le sue poesie, ma come uno che per tutta la vita ha scritto e cantato canzoni, dunque dando il medesimo risalto alla componente musicale e a quella letteraria, ponendo al centro del discorso la loro stessa fusione in un unicum, che è la canzone.

L’ho intitolato “E l’eco si è smorzato appena”, suggerimento del mio amico Francesco Pelosi.

Il libro conterrà interviste inedite fatte a Juan Carlos Biondini, storico chitarrista di Guccini; a Gian Piero Alloisio, grandissimo cantautore, co-autore insieme a Guccini di “Milano (Poveri bimbi di)” e di “Gulliver”, ma anche autore della splendida “Venezia” resa famosa dalla voce di Guccini; e a Beppe Dati, che ha scritto per lui “Cirano”, “Don Chisciotte”, “Colombo” e “Quel giorno d’aprile”.

Alessio Lega mi ha regalato una prefazione bellissima, e Francesco Brusco, che per Mimesis ha pubblicato lo splendido “Guccini – frammenti di un discorso musicale”, mi ha scritto una postfazione che strappa l’applauso.

Antonio Guacci sta lavorando alla copertina, e sono sicuro che darà un grande valore aggiunto a questa pubblicazione.

𝐏𝐮𝐛𝐛𝐥𝐢𝐜𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐜𝐡𝐞 – 𝐞 𝐪𝐮𝐢 𝐬𝐭𝐚 𝐥𝐚 𝐯𝐞𝐫𝐚, 𝐠𝐫𝐚𝐧𝐝𝐞 𝐧𝐨𝐯𝐢𝐭𝐚̀ – 𝐬𝐚𝐫𝐚̀ 𝐥𝐚 𝐩𝐫𝐢𝐦𝐚 𝐝𝐢 𝐮𝐧𝐚 𝐧𝐮𝐨𝐯𝐚 𝐜𝐨𝐥𝐥𝐚𝐧𝐚 𝐝𝐞𝐝𝐢𝐜𝐚𝐭𝐚 𝐚 𝐬𝐚𝐠𝐠𝐢 𝐝𝐢 𝐚𝐫𝐠𝐨𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐦𝐮𝐬𝐢𝐜𝐚𝐥𝐞. La collana 𝐥𝐚 𝐝𝐢𝐫𝐢𝐠𝐞𝐫𝐨̀ 𝐢𝐨, che all’inizio quando Gordiano Lupi me l’ha proposto volevo declinare per via dei troppi impegni già in essere. Poi alla fine ho deciso che era sciocco perdere un’occasione per fare qualcosa di bello, e quindi ho detto di sì. Il logo l’ha realizzato Laura Lupi, la figlia di Gordiano, che essendo giovane non è su facebook come noi vecchi arnocchioni.

Grazie a tutti quanti per aver contribuito a questo lavoro, grazie a Gordiano per la fiducia che mi dà, e che da adesso in poi vedremo come la tratterò 🙂

PS: Nota per i nostalgici di Rosso Parma: ho deciso di dare alla collana il titolo di #Cromatismi, come la rubrica musicale che ho tenuto dal 2014 fino al 2017 su quel bellissimo quotidiano che ormai è solo un ricordo. Quando ho chiesto all’editore del giornale, Cristiano Antonino, se era d’accordo, mi ha detto che ne sarebbe stato orgoglioso. A lui va un grazie speciale – non solo perché mi ha detto di sì stavolta, ma anche perché mi ha chiesto di scrivere per lui ormai quasi dieci anni fa, e ha messo in moto tutto questo meccanismo che ci ha portati fino a qui.

Inizia una nuova avventura. 

SCENDE LA NOTTE – Nuovo Videoclip

Musica Straniera – Le canzoni di Leonard Cohen è un disco in cui Rocco Rosignoli ha tradotto in italiano il grande cantautore canadese. Scende la notte è la cover di Night comes on, dall’album Various Positions del 1985, in cui Cohen narrava tramite dei flash alcuni momenti chiave della sua vita. Rocco Rosignoli ha cercato di rendere al meglio il portato emotivo del componimento di Cohen, avvalendosi della collaborazione di Miriam Camerini alle seconde voci e di Vince Robivecchi alla batteria.


Il video è stato realizzato dal videomaker Michele Di Nicola, che ha dato alla canzone una veste suggestiva fatta di spazi ampi e desolati, in cui la figura umana sembra quasi assente, se non fosse per la presenza dell’interprete che in questo paesaggio si fa portatore del canto di Leonard Cohen.

Rocco Rosignoli sul Dizionario dei Cantautori

Questa è un’epoca strana per un #cantautore. Anche dopo tanti anni in cui la mia attività lavorativa è principalmente la #musica, c’è sempre l’impressione di vivere in #clandestinità, nell’ombra, in bilico tra una vita da #artista e un chiederti cosa farai da grande. Il fatto che, su quest’opera monumentale, tra le 1966 biografie di cantautori del nuovo millennio ci sia un posticino anche per la mia, è un’attestazione di esistenza artistica che non può che fare un gran piacere.
Ringrazio tantissimo Michele Neri per aver pensato e costruito quest’opera gigantesca, e naturalmente per essersi ricordato di me.

In ricordo di Angelo Badalamenti, un mio articolo del 2016

Articolo originariamente pubblicato su RossoParma l’8 aprile del 2016. Lo ripropongo oggi sul mio sito in memoria del musicista Angelo Badalamenti, morto domenica 11 dicembre 2022 all’età di 85 anni.

L’8 aprile 1990 andava in onda negli Stati Uniti la prima puntata della serie televisiva Twin Peaks. Un telefilm che ha fatto la storia della televisione; era un prodotto anomalo per quel tempo, e per alcuni versi lo è ancora oggi, in un’era dominata dallo storytelling. Questa serie procede verso la risoluzione di un delitto, ma non in maniera logica e coerente, bensì inanellando fatti, situazioni, deduzioni e soluzioni con l’andamento imprevedibile, complesso e irrazionale di un moto dell’animo, o forse di un sogno. Un sogno molto lucido però, che con il pretesto di un classico giallo “whodunit” (un omicidio in una realtà ristretta, e una serie di sospettati che vengono via via esclusi) si mette a indagare i misteri e i segreti di una piccola comunità del Nordamerica, fino a mostrarne i lati più oscuri, sia sociali che (come presto emerge nella narrazione) sovrannaturali.
Non stupisce quindi che dietro l’ideazione della serie si celi la mente di David Lynch, cineasta che ha abituato il suo pubblico a questo tipo di narrazione, che almeno apparentemente esula dalla logica. Insieme a Mark Frost, coautore, concepì il format di Twin Peaks in forma molto semplice: in una piccola comunità una ragazza viene uccisa, e le indagini scoprono che l’assassino è il padre. Il resto degli ingredienti, compreso il sovrannaturale, venne deciso in corso d’opera.
Lo stesso villain della serie, ossia killer BOB, non era previsto nel concept originale, e nacque in maniera del tutto casuale: l’arredatore di scena Frank Silva finì per sbaglio in un’inquadratura. Lynch venne illuminato dalla casualità occorsa, e dal peculiare aspetto di Silva: quell’uomo doveva entrare nel telefilm! Si fidò della sua intuizione mettendola immediatamente in pratica, e creò così uno dei cattivi più inquietanti mai apparsi sullo schermo televisivo. 

In questo scenario perennemente in bilico fra il giallo e l’horror, con ingredienti di fantastico ma anche di commedia e soap opera (genere televisivo molto in voga tra gli ’80 e i ’90), lo spettatore viene sostenuto dalla colonna sonora di Angelo Badalamenti. Si tratta di composizioni armonicamente semplici, la cui componente melodica è a sua volta minimale, quasi “mimetizzata” tra note lunghe e arpeggi lenti, immersa in un’atmosfera sonora ancora figlia degli anni ’80, ma che anziché essere percepita come datata oggi suona già come un classico. Non è merito del solo compositore: Badalamenti ha raccontato com’è avvenuto il lavoro compositivo per Twin Peaks. Seduto al piano, con un registratore acceso, con accanto Lynch stesso che gli raccontava la storia per immagini e movimenti di macchina. Tutte cose che ancora esistevano solo nella sua mente. I cambi di atmosfera improvvisi, le tensioni interminabili che si sciolgono di colpo in un passaggio liberatorio dal modo minore al maggiore (come nel bellissimo “Tema di Laura Palmer”) nascono così, da un’improvvisazione ad alto tasso emotivo registrata su un mangianastri e successivamente rielaborata e arrangiata. 

A ventisei anni di distanza, possiamo dire che Twin Peaks ha fatto davvero scuola per molti versi: oggi la cura che riceve una serie televisiva è pari a quella che un tempo veniva riservata esclusivamente alle storie del grande schermo. La serializzazione e la qualità del prodotto riescono a volte a marciare di pari passo per molte stagioni, dando uguale importanza al lato affettivo, che richiama lo spettatore davanti allo schermo per rivedere i personaggi in cui si immedesima, e al lato qualitativo, ponendosi l’obiettivo di realizzare storie non banali, e a volte con più livelli di lettura, e di sfruttare tutte le possibilità espressive che il mezzo televisivo può offrire. E che, come il cinema, richiedono l’ausilio di molte professionalità creative, dallo scrittore al fotografo, dall’attore al regista; passando, naturalmente, anche attraverso la figura del musicista, che forse ai lettori di Cromatismi è quella che sta più a cuore.

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